[Foto: io, sorridente, con in mano la gazza cucita a mano]

Ciao, sono la gazza.

Perché una gazza?

Le gazze sono collezioniste. Hanno un occhio straordinario per le cose che luccicano, e non costruiscono mai, proprio mai, un nido nuovo di zecca. Raccolgono invece quello che trovano in giro. Un nastro qui, un bottone là. E in qualche modo, tutto diventa casa.

Io sono un po’ così. Una poltrona sbiadita. Un taglio di lino antico. Un paralume che nessuno amava. Da soli, potresti passarci accanto senza notarli. Messi insieme, con un po’ di colore e tanta stoffa, cominciano a cantare.

È quello che spero di fare a casa tua. Raccogliere ciò che c’è già, e aiutarti a vederlo di nuovo.

“Una parola è morta quando è detta, dice qualcuno. Io dico che proprio quel giorno comincia a vivere.”

Emily Dickinson · e lo stesso vale per una credenza

Un pająk per il nostro paese

Un inverno, il nostro piccolo paese organizzò un concorso di Natale, e decisi di portare con me un pezzo di Polonia. Feci un pająk. In polacco vuol dire “ragno”, ma questo cattura solo la buona sorte: un lampadario di carta, di quelli che da generazioni pendono nelle case di campagna polacche, per augurare abbondanza e felicità per l’anno nuovo.

Sotto, sulla finestra, dipinsi ad acquerello le antiche mura del paese, con tutte le casette ben riparate dietro.

Ed eccoli lì, uno accanto all’altro: il paese da cui vengo e il paese che è diventato casa mia. Il pająk vinse il primo premio. Ma soprattutto, sembrava un augurio per tutti noi.

[Il mio acquerello: il pająk sopra le antiche mura del paese]

Cominciamo?

Se la gazza ti parla, mi piacerebbe tanto venire a vedere la tua casa. Conserveremo quanta più storia possibile. Una stanza intera o un solo angolo, non importa. Spero solo che diventi il tuo posto preferito nella tua nuova vecchia casa.

Scrivimi su WhatsApp

La Gazza Sarta

Un po’ di colore, tanta stoffa, ed ecco che è casa.